DON BACKY IN CONCERTO

Caro Paolo, posso solo dichiarare che il giorno 17 sarò a Cabbia e anche
felice di esserci, dato che intorno all'Aquila - e sostanzialmente in
Abruzzo - conto sempre su un'accoglienza generosa, cordiale e piena di
simpatia per me come uomo e artista e per le mie canzoni. Mi auguro possa
essere una serata magnifica per tutti. Se vuoi altre notizie, puoi
collegarti al mio sito www.donbacky.it e lì potrai trovare tutto quel
che ti occorre, dai quadri, ai fumetti, ad altre notizie in pillole.
Ciao amico, a presto.
Don Backy.




Serata all’insegna del revival con uno tra i più stimati cantanti ed autori degli anni 60: Don Backy (pseudonimo di Aldo Caponi) debutta ventiduenne nel 1961, alla guida di un proprio complesso, ma già l’anno dopo lavora con Adriano Celentano assieme al quale fonda il Clan, originale struttura organizzativa che significa casa discografica e base di lancio per nuovi autori e cantanti, ma anche gruppo di amici e condivisione di scelte stilistiche comuni.
Diventa subito uno dei personaggi di spicco di questa particolare comunità, soprattutto per la notevole melodicità della sua musica, e al suo interno vivrà il miglior periodo artistico della propria carriera sia come interprete che come autore, lanciando canzoni quali “Amico” (1963), “Ho rimasto solo” (1963), “Cara” (1964), “L’amore” (1965) “Serenata” (1966), “L’immensità” (1967), “Poesia” (1967, 12 settimane al primo posto in Hit Parade) e “Canzone” (1968, 10 settimane in testa alle classifiche).
Nel 1968, al culmine della popolarità, abbandona il Clan in polemica con Adriano Celentano, cosi come accadrà a tutti coloro entrati in rotta di collisione con la straripante personalità dell’ex-ragazzo della Via Gluck; negli anni successivi, pur non riscuotendo più il successo di un tempo, continua a proporre brani di indubbio valore come ”Un sorriso” (1969), “Fantasia” (1971), “Amore non Amore” (1974), “L’artista” (1980), “Importa niente” (1981).
Non ha mai smesso di scrivere canzoni, ed è tornato in auge nelle ultime stagioni soprattutto grazie ad un ritorno di fiamma generale verso la musica degli anni 60.
(Antonello Corrente)

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